Mangrovia alla Biennale Tecnologia 2026
Per la quinta edizione di Biennale Tecnologia, Mangrovia è tra le fonti che hanno allenato OLO, l’agente conversazionale ospitato nella mostra Dati sensibili.
Come possiamo progettare e usare la tecnologia per il bene comune? Dal 15 al 19 aprile 2026, Biennale Tecnologia – il progetto del Politecnico di Torino dedicato al rapporto tra tecnologia e società – ha cercato di rispondere a questa domanda attraverso il tema “Soluzioni“: esplorare le grandi transizioni del nostro tempo – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – non limitandosi ad analizzarne le criticità, ma cercando risposte concrete, praticabili e condivise, per immaginare nuovi mondi possibili.
Tra più di 120 eventi, 300 ospiti e 20 sedi disseminate in tutta la città, Mangrovia è stata coinvolta come una dellefonti che ha allenato OLO, l’agente conversazionale in mostra a Dati sensibili con il quale il pubblico era invitato a interagire per creare nuova conoscenza sul presente. Proprio in questa occasione, la nostra redazione ha mediato la relazione del pubblico con OLO durante le giornate di mostra e nelle tre tavole rotonde a cura del Centro Studi Theseus del Politecnico di Torino, sui temi di tecnologia, città e lavoro.

La mostra Dati sensibili, ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e risultato di una collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti, si proponeva di interrogare il presente attraverso tre temi – città, tecnologia e lavoro – e un percorso espositivo che alterna materiali d’archivio e macchine olivettiane, rendendo tangibile la materialità del sapere e la sua stratificazione nel tempo.
OLO, l’agente conversazionale della mostra, sviluppato da TIM Enterprise, con interfaccia progettata dal Possible Entanglements Lab del Politecnico di Torino e caratterizzazione a cura di Sineglossa, è stato allenato sui materiali dell’Archivio Olivetti e sui contenuti di Mangrovia.
L’archivio di Mangrovia come asset strategico
Articoli, interviste, editoriali: due anni di storie su tecnologia, cultura e società che superano la separazione tra sapere umanistico e tecnico e che sono diventati la materia prima con cui OLO è stato allenato. OLO non è un oracolo che fornisce risposte definitive, né un avatar che interpreta il pensiero olivettiano: OLO è un altro da noi che non cerca il consenso ma il confronto. Ascolta le conversazioni che avvengono attorno a sé e le utilizza come innesco per stimolare in chi interagisce ulteriori reazioni, accendere pensieri, far emergere criticità. In un’epoca in cui le grandi potenze si sfidano sulla potenza di calcolo degli algoritmi, questa scelta rivendica il valore degli archivi e della cultura metadatata come asset strategico: una via europea all’innovazione in cui la tecnologia non sostituisce il pensiero, ma lo abilita attraverso la qualità e la profondità dei dati che la nutrono.
Oltre alla mostra, la redazione di Mangrovia ha mediato tre tavole rotonde a cura del Centro Studi THESEUS del Politecnico di Torino, in cui ricercatorɜ e studiosɜ hanno dialogato con OLO su tre temi: Il futuro del lavoro (sabato 18 aprile, ore 12.00) con Gregorio Buzzelli (Politecnico di Torino, Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione), Matteo Tubiana (Politecnico di Torino, Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione), Armanda Cetrulo (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa); Dalla fabbrica urbana ai datacenter: fare e abitare la città al tempo delle infrastrutture digitali (sabato 18 aprile, ore 17.00) discusso insieme a Federica Joe Gardella (Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Politecnico di Torino), Rossano Schifanella (Dipartimento di Informatica, Università di Torino), Enrico Giacopelli (GStudio); La rilevanza del design tra passato, presente e futuro (domenica 19 aprile, ore 17.00) con Elena Dellapiana (storica del design, Politecnico di Torino) e Matteo Moretti (designer dell’informazione, Sheldon Studio e Università di Sassari).